Questa mattina la maggioranza ha pensato bene di prendere ad esempio la minoranza di Golasecca per spiegarci, per l’ennesima volta, come vorrebbe l’opposizione a Sesto Calende: possibilmente accomodante, poco critica e, soprattutto, poco fastidiosa.
Sul tema, bisogna riconoscerlo, hanno sicuramente una lunga esperienza alle spalle. Tanto che oggi sembrano ancora impegnati a fare opposizione… all’opposizione.
Evidentemente a Golasecca la maggioranza riesce a ispirare alla propria minoranza decisamente più fiducia di quanta l’Amministrazione Giordani-Circosta ne ispiri a noi. Ma forse, mentre continuano a osservare con tanta attenzione quello che facciamo noi, potrebbero provare ogni tanto a guardare un po’ di più Sesto.
Curiosamente, proprio oggi ci pensa La Prealpina a farlo.
“Nuova Marna chiusa e osannata a Roma” è il titolo dell’ampio articolo dedicato al comparto del Circolo Sestese, approdato al MAXXI attraverso un progetto scelto come “opera-manifesto” nel racconto dell’architettura italiana contemporanea. Una vetrina nazionale per Sesto che qui, curiosamente, sembra quasi essere diventata politicamente sconveniente.
E non c’è soltanto la Marna. C’è il CSCK, una delle strutture sportive più importanti realizzate in città e che, curiosamente, sembra scomparire dalla memoria dalle parti della maggioranza quando si racconta che a Sesto non si investirebbe nello sport da vent’anni.
Marna, CSCK e comparto del Circolo Sestese non sono “le opere di quelli di prima”. Sono patrimonio di Sesto Calende. Eppure sulla Marna, in questi mesi, abbiamo assistito a una creatività decisamente maggiore nel trovare ragioni per non aprirla che nel trovare il modo di farla finalmente vivere.
E quando arriva una vetrina nazionale come quella del MAXXI, normalmente la si coglie al volo. A Sesto siamo riusciti nell’impresa opposta: ignorarla completamente, quasi fosse una seccatura capitata nel momento politicamente meno opportuno.
Curioso: per un bando perso come Capitale italiana del Libro abbiamo avuto persino un lungo comunicato stampa per raccontarci il “valore intrinseco” della sconfitta; per un progetto di Sesto arrivato al MAXXI, nemmeno una riga.
Bisogna riconoscerlo: in fatto di soddisfazioni, questa Amministrazione sa davvero accontentarsi di poco.
Non pretendiamo certo che l’Amministrazione Giordani-Circosta smetta di criticare l’opposizione: abbiamo ormai capito che non rientra nelle loro convenienze politiche.
Ma tra una lezione e l’altra su come dovremmo comportarci noi, potrebbero almeno trovare il tempo di accorgersi di quello che Sesto ha già.
Perché ignorarlo solo perché porta la firma di chi c’era prima non fa un dispetto a noi. Lo fa a Sesto Calende.

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