BENVENUTI ALLA FIERA DELLA SCUSA

A Sesto Calende ha aperto i battenti l’attrazione dell’anno. Niente giostre, bancarelle o salamelle: per fare un giro basta aprire Facebook e lasciarsi travolgere dal flusso ininterrotto di comunicati, video, spiegazioni e lezioni non richieste della maggioranza Giordani e dell’immancabile coro di accompagnamento.

Lo stand più affollato del momento è quello della Corte dei conti. Mancava solo il plastico di Bruno Vespa, ma in compenso c’è il professor Circosta che, forte di una straordinaria e insuperabile “esperienza biennale”, si è piazzato davanti alla telecamera con tanto di salvadanaio per illustrare ai sestesi un principio ormai fondamentale: per tutto ciò che oggi non si riesce a fare, nel passato c’è sempre una spiegazione pronta all’uso.

Facciamola semplice. La Corte ha esaminato i bilanci dal 2019 al 2025, attraversando amministrazioni diverse, e ha formulato le proprie valutazioni tecniche. In questa maratona di post e video, però, due piccoli dettagli sembrano avere conquistato decisamente meno spazio: nessuna multa e nessuna sanzione. Dopo tanta suspense, evidentemente, le buone notizie rovinano un po’ la sceneggiatura.

La visita diventa ancora più interessante nei padiglioni meno illuminati, a cominciare da quello del 2025. Tutto loro, dall’inizio alla fine. Qui troviamo 309 giorni di anticipazione di tesoreria e 48.262,98 euro di interessi, riportati dalla stessa Corte: soldi veri, usciti dalle casse comunali e quindi dal bilancio della città.

Proprio qui il famoso salvadanaio sarebbe tornato particolarmente utile, ma per una curiosa legge della fisica quantistica amministrativa il maialino sparisce dall’inquadratura. Evidentemente il corso avanzato di contabilità terminava alla lezione precedente.

C’è poi lo stand della Trasparenza, molto chic, anche se qualche vetrina ha le serrande rigorosamente abbassate: la vendita della rete gas per oltre 4 milioni di euro e i dati sulle affluenze turistiche che non vengono più resi pubblici. Su questi temi è calato un silenzio quasi assordante. Abbiamo chiesto informazioni. Attendiamo fiduciosi.

Il pezzo forte resta comunque la Macchina del Tempo, prodigio amministrativo capace di entrare in funzione ogni volta che il presente diventa scomodo: si sale a bordo e si riparte verso ciò che è successo prima, tra faldoni da spolverare, eredità da raccontare e vecchie amministrazioni da riportare sul palco.

Una macchina formidabile, con un piccolo difetto di fabbrica: conosce soltanto la retromarcia.

Fuori dai padiglioni, però, resta la Sesto Calende del 2026. Quella vera. Quella delle strade colabrodo, delle manutenzioni inesistenti, del verde e del decoro trascurato, dei plateatici dei bar trasformati durante la notte in discariche da gruppi di incivili e dei cittadini costretti a fare i conti persino con le rapine nelle proprie case.

Dopo più di due anni dalle elezioni, la Fiera della Scusa può chiudere i battenti. Mettete via il salvadanaio, scendete dalla cattedra e dimostrate alla città di essere bravi ad amministrare il presente almeno quanto lo siete diventati a fare gli influencer del passato.

Una cosa è certa, noi non ci fermeremo.

Ad maiora!

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